La Campania fra il VI e III secolo a.C.

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Descrizione breve

Atti del XIV Convegno di studi etruschi e italici.
Benevento (24-28 giugno 1981)

pp. 320, 64 illustrazioni in b/n

Se c’è la possibilità di tentare una enucleazione dei motivi e dei risultati critici di fondo del Convegno, io credo che questa vada tentato nella direzione di un più attento esame del diacronismo dei fenomeni e delle situazioni. Sul paino storico la relazione dell’amico Lepore ci induce a sottolineare la distinzione tra una fase arcaica per la quale è valido il concetto di talassocrazia, in cui rientrano i fenomeni di commercio marittimo, piraterie, empori ecc. (cui ben si adattano i fatti della presenza etrusca più remota nel Salernitano), e una fase più recente, sostanzialmente del V secolo, per la quale si propone il concetto di egemonia e che risponde anche altrove alla corsa dei saldi possessi territoriali, cioè alle epicrazie come quella dei Cartaginesi in Sicilia.
L’avvertenza delle distinzioni cronologiche ci aiuta anche a risolvere i problemi delle contrapposizioni etniche. Oserei dire che in questa prospettiva rientra anche la posizione interpretativa di Prosdocimi per quel che riguarda la tardiva formazione di una lingua osca per così dire «classica» e diffusa a tutte le popolazioni italiche dell’Italia meridionale. Ai colleghi Bianchi e Bonghi Jovino siamo debitori di illuminanti pemetrazioni nel campo storico-religioso e storico-artistico. Anche se qualche profilo importante, come ad esempio quello del ver sacrum o quello della pittura campana e lucana (tra l’altro specchio iconografico evidentissimo del fenomeno del mercenarismo) è mancato alla discussione, tuttavia la messe dei contributi e dei risultati è stata ricchissima. Ne ringraziamo i relatori e gli interlocutori. Ringraziamo ancora con tutto il cuore le autorità ospitanti e specialmente la città di Benevento, nonché tutti coloro che ci hanno aiutati seguiti, tra gli altri in particolare l’amico prof. Pietro Borraro cui per molta parte si deve l’attuazione del Convegno. Con questi saluti si chiude, spero proficuamente, il nostro incontro.

Massimo Pallottino


Indice

Apertura del Convegno: Nicola Di Donato; Mario Scarinzi; Elio Galasso, Werner Johannowsky; Francesco Sisisnni; Massimo Pallottino

Premesse ambientali e storiche: Alfonso De Franchis, L’ambiente; Domenico Musti, Per una valutazione sulla storia della Campania fra il VI e il III secolo

Le grandi componenti etniche e culturali: Georges Vallet, Les grecs en Campanie; Giovanni Colonna, Gli Etruschi; Bruno d’Agostino, Greci, Campani e Sanniti: città e campagna nella regione Campana

Problemi linguistici: Carlo De Simone, L’etrusco in Campania; Aldo Luigi Prosdocimi, Note su ‘Italico’ e ‘Sannita’; Giovanni Alessio, Capua e l’Etnico Campani

Aspetti della civiltà campana: Ugo Bianchi, Aspetti religiosi della Campania dal VII al III secolo; Maria Bonghi Jovino, Aspetti della produzione figurativa: la coroplastica dalla guerra latina alla guerra annibalica

La situazione culturale della Campania interna
Discussione finale
Werner Johannowsky, Problemi riguardanti la situazione culturale della Campania interna in rapporto con le zone limitrofe fra il sesto sec. a.C. e la conquista romana

Massimo Pallottino, Chiusura del Convegno
Autore: AA.VV.
Anno: 1992
Codice ISBN: 887786497 4

La Campania fra il VI e III secolo a.C.

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