Il segreto di Federico II (oltre il castello, oltre il monte)

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Descrizione breve

formato 15x23 cm, pp. 184 con piante, schemi illustrativi + 40 tavole fotografiche, brossura

Castel del Monte, per dirla con Heberhard Horst, non si riduce ad “una fabbrica ideale senza alcuno scopo”, né tanto meno fu relegato a residenza di caccia o di piacere. In quel libro di pietra, invece, Federico II di Svevia (1194-1250) ebbe modo di celare, circa 750 anni fa, un segreto sorprendente.
Sicché, in un castello-crittogramma, rapportato con magistrale esattezza ai ritmi astronomici, al corso delle stagioni, addirittura allo spostamento dell’asse terrestre, l’Imperatore staufico non indicò - grazie a mestranze cistercensi che ne garantirono l’impeccabile edificazione - il solo scorrere del tempo, poiché se ne servì emblematicamente per segnalare un percorso tanto elaborato, enigmatico e labirintico da approdare in una stanza nascosta al centro della piramide di Cheope.
In prima battuta, l’assunto sfiorerebbe senz’altro l’incredibile, ma i calcoli non lasciano spazi a dubbi, consderando pure gli stretti legami di amicizia che intercorsero tra lo Svevo, puntualmente bollato dalle scomuniche papali, e il Sultano d’Egitto; legami sui quali ha indugiato di fequente la storiografia federiciana e che consentirono al Puer Apuliae uno studio quanto mai appassionato di quella lontana civiltà, della sua originaria cultura e, nientemeno, della sua misteriosofia.
L’opera, il cui taglio divulgativo presenta necessariamente una nutrita parte dedicata a numeri e calcoli, appura come le ombre del castello pugliese indichino misure riguardanti - con palmare precisione - la Grande piramide di Giza, dalla circonferenza che origina in pianta il simbolo Graal dell’architettura di Federico (232,434 metri pari al lato di base della piramide), all’altezza in cui vanno ad incrociarsi altre ombre (74 metri, appunto quella relativa all’inesplorata “camera” di Cheope): un’indicazione, quest’ultima, che, espressa nell’antica unità di misura egiziana in uso attorno alla IV dinastia, equivale a 117 cubiti sacri. Lo stesso valore numerico ritorna poi nelle 117 feritoie di Castel del Monte “di cui nessuno finora era riuscito a spiegare l’utilità né la disposizione”

Autore: Vlora Nedim R - Mongelli Gaetano - Resta Maria S.
Anno: 1988
Codice ISBN: 8877860812

Il segreto di Federico II (oltre il castello, oltre il monte)

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