Opere (Giulio Cesare Vanini)

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O

Descrizione breve

formato cm 17x24, pp. 628, brossura
a cura di G. Papuli e F. P. Raimondi

Biblioteca di Scrittori Salentini
diretta da Mario Marti
I,1

L’Amphiteatrum aeternae Providentiae e il De admirandis Naturae arcanis, pubblicati a Lione e a Parigi, in rapida successione, fra il 1615 e il 1616, sono gli scritti con i quali Giulio Cesare Vanini s’impone al pubblico di tutt’Europa come uno dei corifei del libertinisme érudit. L’autore è ancora assai giovane, ma ha già alle spalle una vicenda biografica densa ed inquietante, votata ad una tragica e clamorosa conclusione.
Nato a Taurisano, in Terra d’Otranto, nel 1585 ed addottoratosi in utroque iure a Napoli nel 1606, entra nell’Ordine dei Carmelitani e si trasferisce a Padova dove, mentre cresce la sua intolleranza alla disciplina claustrale cui è sottoposto, viene scoprendo, se così si può dire, un nuovo universo filosofico-scientifico nella tradizione dell’aristotelismo eterodosso che lo studio della Serenissima mantiene sempre viva. Frequenta i circoli che professano gl’ideali latitudinari del Sarpi; riesce a portarsi in Inghilterra; abiura al cattolicesimo e abbraccia l’anglicanesimo. Scandalosa, certamente, è la sua apostasia, ma ancor più scandaloso è il suo rientro in seno alla Chiesa di Roma. Il giuoco delle conversioni, però, lo porta all’incredulità; l’esigenza di un riscatto personale alla più radicale empietà. Dopo la pubblicazione delle sue opere - nelle quali si fa beffe dell’esistenza di Dio, dell’ordine provvidenziale del mondo e della credenza nei miracoli - è costretto alla clandestinità; ma ben presto è catturato a Tolosa, processato e condannato al rogo dal Parlamento cittadino. l’Arrêt de mort, che comporta il taglio della lingua, lo strangolamento e la dispersione al vento delle ceneri, è eseguito il 9 febbraio 1619.
è la data della maggiorità del libertinismo moderno: il definitivo suggello del ripudio del sovrannaturale da parte del libero pensiero, nonché della rifondazione dell’intera fisica iuxta propria principia. Certo, non immeritatamente il Vanini sarà fatto segno dei più pungenti strali dell’apologetica religiosa perché ben presto riconosciuto «aquila atheorum»; ma altrettanto non immeritatamente al suo naturalismo e al suo razionalismo, benché direttamente mutuati dal pensiero rinascimentale e tardo-rinascimentale, si volgerà la più matura filosofia dell’età moderna, da Bayle a Hegel e a Shopenhauer, scorgendovi il segno di un’irreversibile emancipazione dalla metafisica.



Autore: Giulio Cesare Vanini
Anno: 1990
Codice ISBN: 8877864195

Opere (Giulio Cesare Vanini)

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