Botrugno Chiesa dell'Assunta

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Descrizione breve

La parete absidale dopo il disvelamento degli affreschi

Collana DE LÀ MAR, Nuova Serie n. 4, fondata e diretta da Sergio Ortese

brossura, cm 21 x 28, pp. 96, illustrato a colori

«Nelle mani dei devoti ignoranti vanno così scomparendo le ultime tracce del rito greco e delle pitture del medio evo in Terra d’Otranto ».
Così tuonava Cosimo De Giorgi nel 1888 nei suoi Bozzetti di Viaggio, constatando che l’abside della chiesa dell’Assunta di Botrugno, preziosa testimonianza di una preesistente «cappella di rito greco» interamente affrescata e intitolata a San Nicola di Mira, fosse stata sottratta alla vista con vaste scialbature e con un simulacro in cartapesta del Cristo morto. Insomma, il De Giorgi intuiva il pericolo che la costruzione potesse condividere il destino riservato ad altre chiese del Salento che, nel corso dell’Ottocento, svuotate degli arredi e private dell’originaria veste decorativa, avevano smarrito gradualmente memoria delle origini e del glorioso patrimonio culturale di tradizione bizantina. Quando lo studioso visitò la chiesa dell’Assunta riteneva che gli affreschi del XIV secolo campiti nell’abside, o quanto di essi restava in luce sotto a scialbature e ad aggiornamenti iconografici, potessero suddividersi in tre compartimenti verticali: in quello centrale riconobbe una «Vergine in piedi e colle braccia aperte» nel mezzo della quale individuava la figura del Bimbo benedicente «chiuso in un nimbo di forma circolare»; in quello laterale una coppia di angeli e due figurine genuflesse, mentre nel compartimento inferiore, cioè nell’emicilindro, due santi vescovi rappresentati di tre quarti, a grandezza naturale, intenti a srotolare dei lunghi cartigli con testi liturgici greci. Come si rilevò più tardi, si tratta dei santi Basilio e Giovanni Crisostomo, gli unici dipinti scampati alla scialbatura e, pertanto, da sempre in luce. Di questi il De Giorgi trascrisse persino le iscrizioni dei rotuli, che tuttavia interpretò come una generica «orazione di San Basilio». In tempi recenti Michel Berger e Marina Falla Castelfranchi hanno potuto verificare che il cartiglio di san Basilio riporta la Preghiera del Cherubicon e quello di san Giovanni Crisostomo la Preghiera dall’ambone. Gli esiti del recente restauro, promosso dalla locale Parrocchia dello Spirito Santo e dalla Soprintendenza di Puglia, con la direzione scientifica di Rosa Lorusso, nonché progettato ed eseguito da Damiana Cianci dell’impresa Dea XXI, proiettano nuova luce sulle vicende storiche e architettoniche dell’edificio.


Introduzione di Linda Safran

Saggi di
Vito Papa, Sergio Ortese, Paola Tagliente, Francesco G. Giannachi, Giuseppe Maria Costantini

Schede di
Ada Toni, Damiana Cianci
Autore: Sergio Ortese (a cura di)
Anno: 2016
Codice ISBN: 97888867661381

Botrugno Chiesa dell'Assunta

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